Come cancellare il corpo di dolore

Sbarazzarsi del corpo di dolore: la soluzione

Il corpo di dolore (E. Tolle 2013) è un insieme di masse ed energie pesanti strettamente dipendenti dal vissuto di un individuo.
In questo articolo cercheremo di dare un significato alla locuzione <<corpo di dolore>> ed esporremo in sintesi come cancellare il corpo di dolore.
Esperienze emotive “tossiche” (lutti, mobbing, oppressione, antagonismo, etc…) l’assunzione di droghe, alcohol, farmaci di sintesi, dolore fisico (ustioni, incidenti d’auto, operazioni chirurgiche, etc…) contribuiscono lentamente alla formazione/attivazione del corpo di dolore di un individuo.

Il corpo di dolore (da noi chiamato registro/mente reattiva) contribuisce a determinare le situazioni che un soggetto è in grado di affrontare.
Immaginiamo ad esempio un uomo che durante la sua infanzia abbia vissuto la separazione dei suoi genitori, registrando così nel proprio corpo di dolore (registro) una minaccia di perdita (che in termini di degradazione dell’essere è equivalente ad una perdita).
Una volta cresciuta, tale persona si ritroverà, molto probabilmente, a rivivere spiacevoli situazioni di perdita. Supponiamo che verso i quarant’anni il nostro protagonista perda un caro amico (perché si trasferisce in un’altra città). Tale situazione potrebbe riattivare le emozioni vissute durante l’infanzia proprio nel momento in cui il bambino realizzò la separazione dei genitori. Abbiamo quindi un individuo che durante la sua vita si trova davanti a delle situazioni/stimoli che riportano a galla percezioni già vissute in passato. Tali percezioni sono in grado di riemergere proprio perché incise/registrate nel corpo di dolore (registro/mente meccanica).

Attivazione (aggancio)


Il corpo di dolore si attiva per similitudine. Esso è organizzato secondo un asse temporale, nel quale ritroviamo gli eventi registrati ed organizzati secondo i principi di temporalità e similitudine.
Sono proprio questi due principi i cardini del lavoro che ha lo scopo di cancellare la componente emotiva (karmica) che tiene l’uomo ancorato al proprio passato.
Supponiamo di aver vissuto in grave incidente d’auto nel quale abbiamo perso coscienza per diversi minuti. L’incidente è avvenuto in una strada molto trafficata. Questo ci ha esposto a diversi stimoli sonori (motori delle auto) e olfattivi (i gas di scarico).
È chiaro che per una persona del genere la vita cittadina può risultare veramente difficile. Un individuo che avesse nel proprio registro un’esperienza così descritta si ritroverebbe ad attivare il proprio corpo di dolore ogni volta che la sua vista si posasse su di un auto o che il suo olfatto fiutasse l’odore dello smog cittadino.

Disattivazione (sgancio)


Per il protagonista dell’esempio dell’incidente d’auto l’unica via d’uscita potrebbe essere quella di passare il più possibile il proprio tempo in una piccola cittadina rurale, in cui il mezzo prediletto degli abitanti fosse la bicicletta. Per una persona di questo tipo le passeggiate in mezzo ai boschi sarebbero dei veri e propri bagni di gioia.

Fino a qui abbiamo capito che purtroppo, ogni individuo si ritrova più o meno condizionato da quanto esperito durante la propria vita. Chi più, chi meno, è costantemente soggetto a questo fenomeno di aggancio e sgancio dal proprio corpo di dolore.

Ora, per completezza, esponiamo qui alcune delle possibili emozioni/situazioni che possiamo trovare ( e rimettere meccanicamente in scena) nel nostro corpo di dolore: gelosia, rabbia, attaccamento, monotonia, rigidità, malcomprensione, problemi, sensi di colpa, lutti, dolore fisico, dolore emotivo, disperazione, ansia, panico, paura, terrore.
Dal corpo di dolore possono anche scaturire intenzioni malvagie: la voglia di distruggere/uccidere, di sabotare, di truffare, di rubare, di inquinare, di avvelenare, etc…

La cancellazione del corpo di dolore

Ora, come anche E.Tolle sostiene, una delle cause della costruzione (che non è l’unica, ma soltanto una delle tante) del corpo di dolore è la mancata digestione di una situazione. Questa mancata digestione è foriera (portatrice) purtroppo, nel tempo, di una mancata abilità di affrontare situazioni simili a quella non correttamente digerita in precedenza.

Vediamo lo schema:

Momento degradante =>
a) mancata digestione cognitiva;
b) accumulo dell’esperienza nel registro (corpo di dolore);
c)creazione di un’inabilità / degradazione;

Ora approfondiamo:

a) la mancata digestione di una situazione “negativa” è la conseguenza di un’inabilità dell’essere (recuperabile grazie al lavoro su di sé);
b) l’accumulo dell’esperienza nel registro è un fenomeno automatico, che avviene sotto la soglia della consapevolezza di un individuo. È un fenomeno meccanico dotato di un’intelligenza autonoma ed indipendente;
c) l’inabilità è la naturale conseguenza del processo di registrazione dell’esperienza nel corpo di dolore.

La soluzione a tale processo degenerativo consiste nel portare la propria attenzione (durante una sessione di lavoro) verso la situazione registrata (con di carica emotiva “negativa”/incoscienza ). L’essere procede così alla duplicazione del contenuto della porzione (di interesse) del registro. Durante la duplicazione il soggetto recupera la propria capacità di stare di fronte all’accaduto e di conseguenza ad ogni possible situazione simile. La carica emotiva viene digerita (cancellata) e con essa ogni inabilità connessa svanisce (riabilitando così l’essere). Si procede poi al momento precedente simile. Ecco che la sinergia del principio di similitudine e di temporalità entrano in gioco per andare alla ricerca della momento radice che ha innescato la creazione della catena di eventi spiacevoli (catena karmica).

Le conseguenze del corpo di dolore

Le conseguenze del corpo di dolore sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Qualsiasi situazione irrazionale, non etica o distruttiva, è la risultante della manifestazione degli effetti di uno o più corpi di dolore. Gruppi di persone, organizzazioni, società, nazioni, se mosse dal loro nucleo di esperienze negative, sono in grado di mettere in scena comportamenti antisociali capaci solo di riempire i libri di storia. Guerre, genocidi, oppressione, attentati, sono tutte conseguenze del corpo di dolore manifestato su di un piano collettivo.
In una dinamica famigliare, liti, abbandoni, tradimenti, violenze fisiche sono ulteriori esempi di manifestazioni del corpo di dolore. Le cronache dei quotidiani sono un ulteriore testimone delle conseguenze del corpo di dolore che ogni giorno chiunque (al di là della propria volontà) può potenzialmente mettere in atto.

come migliorare se stessi e la propria vita

Come migliorare sé stessi e la propria vita

È possibile migliorare sé stessi e la propria vita? Per procedere in modo costruttivo è bene iniziare a prendere coscienza di ciò che ha il potere di degradare la vita di un individuo. La degradazione è il fenomeno per il quale un essere perde progressivamente le proprie abilità. Le abilità a cui facciamo riferimento sono, ad esempio, l’abilità di comunicare con chiunque, l’abilità di fare, l’abilità di sentirsi liberi di prendere delle decisioni, l’abilità di poter vivere privo di inibizioni, l’abilità di poter progettare le proprie giornate, l’abilità di scegliere se accettare o rifiutare una proposta senza rimorsi, l’abilità di poter stare davanti ad un lutto senza provare una sensazione di dolore lacerante, l’abilità che gli altri siano disposti a comunicare con noi, l’abilità di trovare un lavoro, l’abilità di mantenere un lavoro, l’abilità di avere una famiglia, le abilità di occuparsi di una famiglia, etc…

Dalla degradazione dalla riabilitazione

Ora vediamo nel dettaglio, per mezzo di una facile classificazione, quali sono le diverse tipologie di momenti degradanti che un uomo può vivere nel corso della sua esistenza.

Momenti di soppressione: ogni volta che un individuo ha in mente di compiere un’azione, che sia semplice come spostarsi da una stanza all’altra o più complessa, come ad esempio avviare una nuova attività economica, se qualcun altro cerca di ostacolarlo con ogni mezzo, letteralmente soffocando ed annientando le sue intenzioni e le sue azioni, allora ci troviamo davanti ad un comportamento soppressivo. Nella soppressione abbiamo sempre almeno due individui, il soppresso ed il soppressore. Il soppresso è l’individuo che viene annientato, il soppressore è colui che sta cercando in ogni modo di far fallire la sua preda.

Momenti di valutazione: la valutazione è un giudizio che resta indelebilmente inciso nella coscienza di un individuo. Non è importante se sia positivo o negativo, ciò che è successo è che l’opinione/critica/giudizio espresso hanno condizionato irrimediabilmente il soggetto destinatario della valutazione.

Momenti di invalidazione: l’invalidazione è una sorta di valutazione in cui un soggetto viene espressamente denigrato. C’è qualcuno che sta cercando di annientare completamente la reputazione o l’operato di qualcun altro.

Momenti di preoccupazione: la preoccupazione è un fenomeno per il quale l’attenzione di un essere si posa su di una determinata circostanza cercando di trovare delle soluzioni. Purtroppo in questi casi le soluzioni arrivano con difficoltà perché ciò che infastidisce l’individuo ha un’origine profonda ed irrazionale. Ciò che è necessario per uscire da tale situazione è il riuscire a vedere la situazione nella sua interezza, in modo da bruciare tutta la carica emotiva/cognitiva che avvolge l’essere.

Momenti in cui qualcosa viene trattenuto: a volte capita di trovarsi in alcune situazioni in cui in modo automatico si tende a nascondere qualcosa. Può capitare poi di provare una strana sensazione dopo aver nascosto qualcosa. Ogni volta che un essere si limita, se non lo fa consapevolmente, rischia di ridurre involontariamente il proprio ventaglio di possibilità comunicative.

Momenti di negazione della realtà: la negazione della realtà è il fenomeno per il quale un essere non vede una situazione per quello che è.

Momenti in cui qualcosa viene suggerito: anche il suggerimento può essere fonte di degradazione, certo, qui non vogliamo dire che ogni volta che qualcuno suggerisce qualcosa allora sta compiendo un atto infimo ed inverecondo. Il fenomeno è intimo e personale.

Momenti in cui viene commesso un errore: chi non ha mai perso il proprio stato di agio emotivo dopo aver commesso un errore?.

Momenti di protesta: se un individuo sente che qualcosa lo sta bloccando, a volte, può aver luogo la protesta. La protesta ha mai risolto qualcosa? Dipende. Ciò che è certo è che può capitare che la protesta possa poi fissarsi nella coscienza di un individuo come una scritta fatta con un pennarello indelebile.

Momenti di ansia: l’ansia è una conseguenza emotiva dovuta ad una situazione in cui un essere va ad effetto di una gran mole di carica emotiva. Di solito in tali circostanze le risoluzioni che un individuo prende non sono le più lucide e razionali.

Momenti di decisione: la decisione è un momento molto delicato. È frutto di una scelta consapevole o è la risultante di un momento in cui la fretta, le pressioni e l’automaticità hanno avuto il sopravvento?

Momenti in cui ci si allontana/ritira da qualcosa: molto spesso un essere si allontana da una certa area cognitiva/situazione dopo un momento di disagio o di forte sofferenza emotiva; è importante andare a sondare tutte le eventuali decisioni/risoluzioni/considerazioni collegate a questo tipo di istanti.

Momenti in cui si viene coinvolti in situazione di aiuto: l’aiuto è un’area della vita molto delicata. Ad esso sono collegate aspettative, risultati, mancati consigli, il desiderio di aiutare sé stessi, il desiderio ch egli altri ci aiutino. Purtroppo spesso un essere si trova avvolto da una nuvola di aiuto passato non andato a buon fine per i motivi più disparati.

Ognuno di questi momenti viene sondato per eliminarne la carica emotiva. Per dovere di completezza dobbiamo però indicare che i sopracitati non sono tutti i possibili momenti, quelli elencati sono comunque le principali situazioni che abbiamo scelto di divulgare in modo da permettere al lettore di avere un’iniziale idea del lavoro che può essere fatto.

La degradazione: situazioni di forte impatto emotivo

Un’ulteriore classe di situazioni che hanno la capacità di inibire e reprimere un essere nel normale flusso delle sue manifestazioni cognitive è quella dei cosiddetti rudimenti.
I rudimenti sono essenzialmente tre: fraintendimenti, problemi ed azioni dannose (pubbliche o trattenute).

Fraintendimenti

Un fraintendimento è un momento in cui, durante una comunicazione (moto di particelle in entrata o in uscita da/verso l’individuo) un soggetto vive un improvviso calo di comprensione.
Conseguenze tipiche del fraintendimento sono la rabbia e l’istinto a voler abbandonare un luogo, un gruppo o una data situazione. Dopo un fraintendimento, l’individuo prova una naturale difficoltà nell’approcciarsi con l’ente oggetto del fraintendimento. Ora vediamo di quali elementi è composta la comprensione: affinità, realtà e comunicazione. Quindi, a livello più raffinato, un fraintendimento può essere causato da un improvviso calo di uno dei suoi elementi costitutivi. Immagina due individui che hanno organizzato un viaggio ormai da tempo: Chiara e Lucia. La mattina in cui entrambe sarebbero dovute partire Lucia chiama Chiara dicendo che non può più partire, il suo ex-compagno l’ha ricontattata e le ha chiesto di vedersi e lei non può proprio dire di no. Ecco che Chiara vive un rapido ed improvviso calo di affinità.
A questo punto Chiara, sopraffatta dal dolore e dalla rabbia cerca di interrompere il più rapidamente possibile la telefonata perché proprio non riesce a comunicare con Lucia.
Affinità è sinonimo di simpatia, amore, piacevolezza per la vicinanza. L’affinità a livello materico è sinonimo di coesione. Le molecole di un oggetto fisico restano compatte proprio grazie all’affinità che c’è tra loro. Tra uomini, l’affinità ci permette di accettare la vicinanza l’uno con l’altro. A volte l’affinità è così elevata che non riusciamo proprio a stare lontani da qualcuno (amore). Un altro elemento cardine della comprensione è la realtà.
Ora, supponiamo che nell’esempio precedente la cosa veramente importante per Chiara sia il viaggio. Tutta l’attenzione di Chiara è focalizzata sul viaggio e sull’imminente partenza e la sua relazione di amicizia con Lucia non è così forte, in fondo si conoscono da poco. In questo caso, durante la telefonata, quel forte dolore provocato dal sapere che Lucia non è più disponibile alla partenza potrebbe avere origine in una rottura di realtà. Lucia era colei che avrebbe messo a disposizione l’auto ed ora il così atteso viaggio di Chiara resta soltanto un desiderio inespresso. La realtà è ciò che un individuo considera generalmente essere vero, reale. Per tutti noi sono reali i vestiti che indossiamo, come è reale il cibo che ingeriamo. Infine, la terza componente della comprensione è la comunicazione. Immaginiamo che Lucia abbia semplicemente inviato un messaggio testuale (sms o simile) a Chiara. Nel testo del messaggio c’è semplicemente scritto: “non posso più venire”. Ecco che molto probabilmente Chiara vive un improvviso calo di comunicazione. Il viaggio è stato annullato e non le sono minimamente chiari i motivi. Quel messaggio non spiega nulla e apre la porta ad innumerevoli dubbi e delusioni.
La comunicazione è uno spostamento di particelle (l’oggetto della comunicazione) da un individuo sorgente (colui che origina il messaggio) ad un destinatario. La comunicazione avviene quando il destinatario è in grado di fare una copia esatta delle particelle oggetto della comunicazione.
Abbiamo visto, per mezzo di semplici esempi, come affinità, realtà e comunicazione siano gli elementi costitutivi della comprensione. Il calo improvviso di uno o più elementi della comprensione provoca un fraintendimento, o meglio definito come rottura di ARC (Affinità, Realtà, Comunicazione).

Problemi

Un problema è una situazione in cui vi possono essere intenzioni, forze o decisioni (postulati, ovvero risoluzioni, valutazioni, giudizi) in contrapposizione. Tecnicamente vengono definite come forze – controforze, intenzioni – controintenzioni e postulati – contropostulati.
Qui trovate un approfondimento sui problemi.

Azioni dannose (trasgressioni della morale)

È possibile classificare un’azione in base ai suoi risultati. Qui ci interessano le azioni che hanno come effetto il danneggiamento del soggetto stesso che compie l’azione, di un suo pari, della sua famiglia, di un gruppo di individui, dell’umanità intera (pensate a qualcuno che faccia brillare una serie di bombe atomiche su tutto il pianeta).
È inoltre possibile danneggiare un oggetto, un animale o una pianta o altro ancora.
Le azioni che ci interessano sono anche quelle che non sono riuscite a causare il livello di benessere per il quale erano state intese. Supponiamo che un soggetto si trovi a percorrere una strada in cui trova riverso a terra un individuo sofferente. Il nostro protagonista non è colpevole della sofferenza di quell’uomo che si trova a terra agonizzante, però il fatto che egli non si soffermi ad aiutarlo crea una situazione in cui non si sta facendo il bene per un altro individuo. Ciò che però dobbiamo tenere bene in considerazione è che tutto questo è strettamente in relazione con la morale di un individuo. Se nella morale del protagonista dell’esempio appena espresso esiste l’obbligo di aiutare il prossimo (e quindi l’aiuto non è più una scelta consapevole), il mancato aiuto provoca una degradazione dell’essere (e rafforza di pari passo la morale). Concludendo, il lavoro che viene fatto sulle azioni (dannose e di mancato benessere) ha lo scopo di cancellare la morale di un individuo, donandogli una rinnovata condizione di razionalità (etica).
Le azioni appena espresse (di violazione della morale) possono essere ulteriormente suddivise in azioni pubbliche (commesse sotto la luce del sole) o trattenute (commesse in un momento in cui il soggetto attore dell’azione era da solo). Se l’azione è stata commessa in un momento di solitudine (allo scopo di nascondere al prossimo l’azione) il soggetto protagonista del gesto/omissione tenderà a provare del disagio ogni volta che qualcosa gli ricorderà l’azione compiuta. Ovviamente egli continuerà nel tempo a nascondere compulsivamente quanto compiuto.

Incidenti

La più grande fonte di degradazione per un essere è un incidente con dolore fisico o incoscienza. Hai mai visto che cosa accade ad un soggetto che vive un momento di forte dolore fisico? Pensa solo alla depressione post parto che può colpire una donna. Pensa a che cosa accade, se ne sei stato testimone, ad un soggetto dopo aver avuto un grave incidente d’auto. Ammettiamo che tale individuo con il tempo possa guarire da ogni frattura e sia in grado di ritornare alla sua solita vita dopo qualche settimana di cure mediche. Frequentando questa persona però ti sei accorto che lei non è più come prima. Ora esce meno di casa, guida raramente. Quando si parla di automobili inizia ad irritarsi e solitamente si sente stanca quando percepisce stimoli acustici simili a quelli del traffico automobilistico.

Lutti (perdite) e minacce di perdita

Come mai quando un nostro caro viene a mancare viviamo dei momenti di profondo dolore emotivo? Ogni volta che vediamo un oggetto od un luogo, che associamo al nostro caro appena mancato, non riusciamo a trattenere le lacrime. Siamo davanti a del dolore emotivo meccanico.
Non stiamo negando che sia normale provare della tristezza in tali situazioni. Ciò che dobbiamo tenere a mente è che però un’emozione del presente è diversa dal dolore meccanico riattivato da una perdita. La minaccia di perdita ha lo stesso effetto. Immaginiamo di avere un nostro caro ricoverato in una struttura ospedaliera e di ricevere la notizia che forse non passerà la notte. Questa è una minaccia di perdita. Il dolore che percepiamo è una reazione alla minaccia.

Ora sei a conoscenza di tutte le possibili situazioni che possono degradare fortemente un individuo. Con il passare del tempo tali momenti non fanno altro che accumularsi. Maggiore è la carica emotiva accumulata e maggiore sarà l’automaticità / meccanicità espressa da un soggetto.
Hai mai conosciuto prima d’ora una tecnologia così completa da conoscere quali fossero le cause della degradazione dell’essere? Fortunatamente ora esiste anche in lingua italiana la tecnologia che è in grado di offrire una soluzione al problema della degradazione dell’essere. Essa si chiama coaching umanistico online – web auditing.

cos’è il coaching umanistico online

coaching umanistico (web-auditing)

cos’è il coaching umanistico online | a cosa serve il coaching umanistico online

Cos’è il coaching umanistico online e a cosa serve?
Il coaching umanistico, per come viene inteso da noi (web-auditor) è uno strumento che si avvale di un antico processo comunicativo, la maieutica, intesa come nella sua applicazione socratica, ovvero come il “tirar fuori” da un soggetto cognizioni, pensieri, intenzioni, propositi, realizzazioni assolutamente personali ed originali. La maieutica si articola in 5 grandi aree predominanti (più accessorie), denominate gradi. Per semplicità possiamo affermare che un grado sia una lista di domande che un auditor pone ad un individuo per riabilitarlo spiritualmente su di un’area precisa della vita.
Le domande che utilizziamo nel coaching umanistico (web-auditing) sono state studiate e sperimentate nella seconda metà del ‘900. Le domande sono strutturate in modo da andare a sondare nel soggetto ogni possibile situazione <<calda>> che sta impedendo ad un individuo di raggiungere i propri obiettivi.

maieutica socratica

A chi è rivolto il coaching umanistico (web-audting) della freezone?

Il coaching umanistico (web-auditing) è rivolto a tutti coloro siano diventati consapevoli di avere dei comportamenti automatici, di avere delle inibizioni (relative a delle abilità), che sono consapevoli di avere dei pensieri automatici o che sono coscienti di avere un tono cronico dell’umore. Questo è il gradino fondamentale che un individuo deve percorrere per poter scegliere attivamente e coscientemente di aiutare sé stesso in modo da uscire dalla routine di automaticità che lo tiene lontano dai propri obiettivi.

meccanicità

Il coaching umanistico della freezone (web-auditing) permette a chi lo riceve di modellare il proprio vissuto (e quindi di raggiungere i propri scopi) grazie ad un maggior livello di etica (razionalità) ottenuto al completamento di ogni grado. Ogni grado è quindi un insieme di procedimenti (domande) strutturate secondo dei flussi ben precisi:

  • flusso 1 flusso entrante (da un altro a sé stessi)
  • flusso 2 flusso uscente (da sé stessi ad un altro)
  • flusso 3 flusso incrociato (da un altro ad altri)
  • flusso 4 no flusso (da sé stessi a sé stessi)

Come si svolge un incontro di coaching umanistico (web-audting)?

Gli incontri vengono chiamati sessioni. Una sessione di lavoro può durare da un’ora ad un’ora e mezza. La sessione avviene tra il soggetto attivo che ha deciso di riabilitarsi secondo i principi del web auditing e l’auditor (il soggetto che pone le domande strutturate e ascolta le risposte). Il soggetto attivo può rispondere in qualsiasi modo, ogni risposta è valida e le risposte non vengono valutate in alcun modo dall’auditor. La sessione avviene in videoconferenza.

Come funziona il coaching umanistico (web-audting)?

Il coaching umanistico (web-auditing) porta l’individuo ad essere via via più abile in relazione alle diverse aree di lavoro interiore. Durante una sessione di coaching l’auditor (coach) pone delle domande (procedimenti) all’utente il quale risponde generando le proprie consapevolezze (cognizioni). Facendo ciò l’utente <<brucia>> le proprie aree di automaticità cognitiva. Questo porta il soggetto ad abbattere le barriere che ha costruito in passato. Una volta abbattuti (visti e compresi) tali ostacoli il soggetto si trova in una condizione rinnovata, con più etica (razionalità), in tempo presente, in grado di dirigere autonomamente il proprio vissuto verso i propri desideri.

Le diverse aree di lavoro del web-auditing

Ora vediamo nel concreto a che cosa serve il coaching umanistico, ovvero quali sono i risultato che possiamo ottenere:

Grado 0 Espanso – Comunicazione, sblocco delle comunicazioni

Risultati:
flusso 1: abilità di comunicare liberamente con qualsiasi persona su un qualsiasi soggetto;
flusso 2: essere disposti a far sì che gli altri comunichino liberamente con noi;
flusso 3: essere disposti che altri comunichino con altri liberamente, senza gelosia;
flusso 4: essere disposti a far entrare qualsiasi comunicazione proveniente da noi stessi, libertà di comunicare con noi stessi su qualsiasi cosa.

Grado I espanso – Problemi, sblocco sui problemi

risultati:
flusso 1: abilità di riconoscere la sorgente dei problemi e di farli sparire;
flusso 2: sentirsi liberi riguardo ai problemi che gli altri hanno con noi e riconoscere la loro sorgente;
flusso 3: sentirsi liberi riguardo ai problemi che gli altri hanno con gli altri e riconoscere la loro sorgente;
flusso 4: non essere più un problema per sé stessi a meno che non lo si voglia;

Grado II esapanso – Withholds (azioni trattenute), sblocco del sollievo

risultati:
libertà dalle ostilità e dalle sofferenze della vita;
flusso 1: abilità di essere causa senza paura di far del male agli altri;
flusso 2: essere disposti ad essere causa sugli altri;
flusso 3: essere disposti a far sì che altri siano causa su altri senza il bisogno di intervenire;
flusso 4: essere disposti ad essere causa su sé stessi.

Grado III espanso – Rotture di ARC, sblocco della libertà

risultati:
libertà dai disturbi del passato e abitità di affrontare il futuro.
flusso 1: abilità di affrontare il futuro. Abilità di andare attraverso a cambiamenti improvvisi senza restare sconvolti.
flusso 2: permettere agli altri di essere sé stessi e lasciarli liberi di determinare il loro futuro; avere l’abilità di causare un cambiamento nella vita degli altri senza cattive conseguenze;
flusso 3: essere disposti al cambiamento e all’interrelazione tra gli altri;
flusso 4: essere liberi da disturbi con sé stessi.

Grade IV espanso – Facsimili di servizio, sblocco dell’abilità

risultati:
uscire dalle condizioni fisse e guadagnare abilità su cose nuove.
flusso 1: abilità di fare cose nuove. Abilità di affrontare la vita senza il bisogno di giustificare le proprie azioni, difendersi dagli altri. Si può essere nel giusto o nello sbagliato.
flusso 2: poter tollerare le idee fisse e le abitudini degli altri verso noi stessi ed essere liberi di non rispondere in modo simile. Non sentire più il bisogno di far sentire gli altri colpevoli;
flusso 3: poter tollerare le condizioni fisse tra gli altri e non venir coinvolti dagli sforzi degli altri fatti per giustificare, dominare o per difendere le azioni fatte da altri contro altri;
flusso 4: aver smesso di cercare di vincere o di perdere;

Expanded Dianetics, Intenzioni malvagie

risultati:
libertà da impulsi crudeli e condizioni croniche non volute.
Abilità di agire senza ritegno.

Grado V, Potere, sblocco del Potere

risultati:
abitlità di gestire il potere. Libertà dalle aree detestate della traccia. Non più soggetto a corruzione, tentazione o seduzione.

Grado VA, Potere, sblocco del PoterePiù

risultati:

recupero della Conoscenza.

10 cose da sapere sulle vite passate

10 cose da sapere sulle vite passate

Vorresti sapere come andare attraverso a vite passate e pensi di non esserne capace?
In questo articolo troverai utili spunti di riflessione che ti permetteranno di effettuare una scelta libera e coscienziosa sull’intraprendere o meno il viaggio verso il cosiddetto “lavoro interiore”.

Perché non riesco a ricordare le mie vite passate?

rievocare vite passate

E’ facile essere portati a credere che la mancanza di ricordi disponibili, relativi ad altre vite, sia il segnale di una nostra impossibilità nel conoscere ciò che c’è stato prima della nostra attuale incarnazione.
Ora iniziamo con il porci delle domande, alle quali daremo presto una risposta:

  • per ricordare vite passate serve un ipnoterapeuta?
  • perchè non ricordo le mie vite passate?
  • è necessario credere alle vite passate?
  • io non ricordo molti momenti della mia vita, come posso ricordare altro?
  • spesso ho delle visioni, ma mi fanno stare male, è normale?
  • ricordare vite passate è una perdita di tempo? E’ solo per i curiosi?
  • devo fare meditazione per ricordare vite passate?
  • è importate saper rilassare il proprio corpo per ricordare vite passate?

Ricordare vite passate: tutta la verità nient’altro che la verità

viaggio nel registro, diventare un guerriero di luce

Incominciamo dal principio affermando che il termine “ricordare” non è del tutto appropriato. Se vogliamo lavorare su noi stessi, dobbiamo concentrarci su di un’altra azione: il rievocare. L’atto del rievocare è del tutto differente. Ci si sposta lungo il proprio asse temporale (traccia del tempo) attraversando una struttura gerarchica, solida e ben strutturata. Ciò che possiamo rievocare sono frammenti dotati di massa, energia, semantica spazio-temporale. Il materiale rievocabile è materiale “reattivo”, dotato di intelligenza autonoma, capace di rispondere a stimoli e di produrre risposte. Iniziamo a fare un po’ di esempi per chiarire meglio i concetti appena esposti.
Ogni momento di reazione emotiva che un soggetto ha è legato direttamente o indirettamente ad una registrazione di vita dislocata nel tempo e nello spazio. Supponiamo che tu ti senta a disagio all’idea di salire su un aereo, alla vista di un carabiniere o di un insetto. Le reazioni che potresti provare non sono altro che l’effetto di un’intelligenza autonoma che sta reagendo agli stimoli che tu stai vivendo.
Sei difronte al noto fenomeno della mente reattiva. Il collegamento tra vite passate e mente reattiva è inevitabile. Se non fossimo dotati del bagaglio di registrazioni ricche di carica emotiva negativa allora non avremmo una mente reattiva e saremmo costantemente in tempo presente padroni di noi stessi.
Altro fattore da tenere a mente è il vincolo che tiene legate le registrazioni di altre vite alla nostra vita. Ma cos’è che crea questo legame? Fraintendimenti (rotture di ARC), problemi (problemi del tempo presente), sensi di colpa (azioni pubbliche (OVERT) o trattenute (WITHHOLD), momenti di dolore emotivo (lutti) o fisico (ferite, impatti violenti, svenimenti). Tutto questo contribuisce alla degradazione della capacità cognitive di ogni individuo. L’esperienza di situazioni “negative” riallaccia un legame energetico tra esse e le esperienze di altre vite. Ma che cosa sono e di chi sono tali vite?
Il fenomeno è complesso. Ciò che dobbiamo tenere a mente è che abitando un corpo, abitiamo una macchina portatrice di innumerevoli fonti di vita: le cellule. Oltre alla loro intelligenza vi sono altre forme di vita ancora più antiche, conosciute negli ambienti esoterici con il termine larve o elementali a seconda della tradizione esoterica alla quale facciamo riferimento.

  1. Ora, per rispondere ad una delle domande poste all’inizio di questo articolo, possiamo dichiarare con estrema libertà che non vi è alcun legame tra ipnosi ed il richiamo di frammenti di vita (dislocata differentemente a livello temporale e spaziale dalla nostra esistenza). Il richiamo dei frammenti deve avvenire in modo cosciente, altrimenti potremmo rischiare di incorrere in spiacevoli inconvenienti: al termine dell’esperienza di recupero non avremmo la minima sensazione di aver fatto alcunché, non ci ricorderemmo nulla e non avremmo compiuto alcun atto volitivo e consapevole.
  2. Non ricordi le tue vite passate? Sappi che è normale. Nessuno le ricorda. Ciò che è possible fare è spostarsi nella traccia del tempo e rievocarle. Ciò che è possibile è rievocare frammenti di carica emotiva, immagini, piccoli frammenti che, a seconda dei soggetti, possono apparire come immagini dinamiche o statiche, dai colori più o meno accesi. È possibile rievocare una qualsiasi delle percezioni umane: la posizione del corpo, il senso di sete, l’emozione provata, percezioni uditive, olfattive, la vista, etc…
  3. Nel web auditing lo strumento della “credenza” è totalmente assente; si lavora su ciò che è reale per l’utente. Si lavora laddove l’attenzione del soggetto si sia posata e fissata. Nel momento in cui emergono registrazioni diversamente dislocate nello spazio e nel tempo non si fa altro che eseguire il procedimento più adeguato per portare in tempo presente la persona. Non si valuta il contenuti di tali episodi e non si discute in alcun modo il loro contenuto. Semplicemente si procede ad ispezionare il bagaglio del registro del soggetto cancellandone la carica retrocedendo in modo opportuno lungo la traccia del tempo.
  4. Se hai la sensazione di non ricordare molto dei momenti del tuo attuale vissuto, non ti devi preoccupare, è normale. Tale fenomeno è anche noto nella scienza occidentale ortodossa come occlusione della memoria episodica. Fortunatamente una delle capacità che l’essere può riacquistare grazie a web auditing è proprio l’abilità di recuperare frammenti di vita altrimenti non disponibili.
  5. Nel web auditing le diverse immagini mentali che un soggetto può rievocare vengono classificate in esatte e distinte categorie. Ora, per non procedere con un elenco tedioso ed inutile, possiamo semplicemente asserire con semplicità che esiste un procedimento per ogni tipologia di immagine mentale rievocata. Continuando, dobbiamo ricordare che lo stato di malessere è del tutto normale. Tali immagini, una volta rievocate/attivate portano con se tutta la loro carica emotiva, lasciando alle volte un individuo completamente privo di energie. Ti è mai capitato di passare intere giornate sul divano completamente privo di forze?
  6. La procedura sistematica di ispezione del proprio registro è fondamentale per eliminare quella porzione di registrazioni compulsive (perché avvenute senza una scelta consapevole, ovvero le registrazioni sono state memorizzate da un meccanismo automatico) che tengono l’uomo ancorato ad altri tempi ed altri luoghi. Stiamo affermando che tali registrazioni non permettono all’uomo contemporaneo di vivere in tempo presente. Inoltre, se siamo interessati ad un lavoro di generazione delle nostre personali comprensioni, tali registrazioni rappresentano proprio un grande ostacolo. Senza la cancellazione di immagini mentali il lavoro socratico sullo spirito non può avere luogo. In sunto, il lavoro sulla duplicazione di registrazioni appartenenti ad altri tempi ed altri luoghi (che alcuni chiamano regressioni) non risulta affatto una perdita di tempo, ma diviene invece una parte fondamentale per il raggiungimento del fine ultimo, essere in tempo presente.
  7. Le pratiche meditative hanno un piccolissimo nesso con la rievocazione di episodi. Purtroppo tali pratiche possono alle volte riattivare le registrazioni del bagaglio karmico scaricando sulla persona gli effetti della carica emotiva racchiusa in essi. Sfortunatamente però, senza la corretta esecuzione delle procedure necessarie alla cancellazione di tale carica, l’individuo rimane soggetto passivo impedendo così al lavoro cosciente di potersi manifestare.
  8. Esistono dei procedimenti di comunicazione ben precisi per la rievocazione di episodi diversamente dislocati. Non vi è alcun nesso tra il rilassamento del corpo e l’accesso al registro akashico. Anzi, molte volte, durante una sessione, l’individuo si può ritrovare in stati che sono completamente all’antitesi del rilassamento. Tutta la carica emotiva contenuta nelle registrazioni deve essere visionata e rivissuta. Va da sé che se stiamo duplicando un esperienza di forte dolore allora non possiamo essere rilassati.

Web auditing: un metodo pratico

Se ciò che hai letto ti ha incuriosito e vorresti anche tu diventare soggetto attivo nel lavoro su di sé non esitare a contattarci!

web auditing for dummies

Web auditing for dummies (per principianti)

Con questo articolo vorrei provare a spiegarti questa nuova tecnologia denominata web auditing. Essendo un’insieme di algoritmi di comunicazione non sarà facile darti realtà di questo antico metodo, oggi rivisitato, costituito essenzialmente da una pura esperienza filosofica.

Due distinti processi

Incominciamo con il discriminare le due grandi aree oggetto di trattamento da parte del web auditing:

  • mente
  • spirito
dianetica, il viaggio sciamanico per definizione

Dal lato mentale il web auditing si avvale della Dianetica, (dal greco dia, “attraverso” e nous “anima” o oancora dianoētikós, “relativo al pensiero”).
Possiamo inserire nel panorama dei fenomeni e manifestazioni coperte dalla Dianetca la regressione ed il viaggio sciamanico.
Durante un viaggio sciamanico, con l’adozione di opportuni rituali, un individuo può iniziare a muoversi all’interno del proprio registro.
Con l’utilizzo della moderna Dianetica chiunque può, ad ogni sessione, entrare in contatto con il proprio mondo interiore. Ogni sessione dunque dona all’individuo sempre maggiori capacità per poter ispezionare e duplicare il proprio bagaglio karmico.
Se ciò non fosse fatto l’individuo resterebbe deluso, incapace di rievocare antiche memorie e privo di reali avanzamenti nel proprio cammino.

maieutica socratica

Sul versante spirituale il web auditing si avvale di un’antico processo comunicativo, la maieutica, intesa come nella sua applicazione socratica, ovvero come il “tirar fuori” da un soggetto cognizioni, pensieri, intenzioni, propositi, realizzazioni assolutamente personali ed originali. La maieutica si articola in 5 grandi aree, denominate gradi. Per semplicità possiamo affermare che un grado sia una lista di domande che un auditor pone ad un individuo per riabilitarlo spiritualmente su di un’area precisa della vita.

Assieme, le due tecnologie vanno a costituire il ponte, un insieme organizzato di mezzi e metodi atti allo sviluppo dell’uomo moderno.

Sei interessato ad una sessione di prova di web-auditing? Scrivici!

Il segreto per Essere nel Momento (Tempo) Presente in 10 punti

Come essere nel tempo presente?

Se vuoi sapere tutto sul tempo presente, sul lavoro necessario per raggiungere tale obiettivo, in questo articolo troverai esposto in 10 punti, tutto ciò che c’è da sapere sul tempo presente.

come fare per essere in tempo presente
come lavorare su di sé, tutti i segreti per essere in tempo presente

Che cosa tiene l’uomo lontano dal tempo presente

Prima di conoscere gli strumenti ed i segreti utili ad un’esistenza in tempo presente dobbiamo enunciare il principale antagonista: la mente meccanica.

La mente meccanica: il nemico numero uno di una vita in tempo presente

l'antagonista del tempo presente
la mente meccanica, mente reattiva, il nemico dell’uomo moderno

L’ecosistema che mantiene l’uomo in un costante stato di sonno viene, per comodità, denominato mente meccanica (o mente reattiva). La mente meccanica è un ecosistema intelligente, autonomo e dinamico. Intelligente perché capace di manifestare comportamenti, idee, intenzioni; è responsabile dell’attuazione di comportamenti in condizioni di forte stress.
La mente meccanica è autonoma, agisce sotto il livello di coscienza dell’uomo, entra ed esce dai giochi spontaneamente. E’ dinamica perché muta nel tempo. In condizioni di vita degradanti la mente meccanica cresce ed intorpidisce l’essere; se sottoposta ad un lavoro adeguato inizia a ridursi, decresce e lascia spazio all’uomo di essere sé stesso.

Il Grande Lavoro per Essere nel Momento Presente

Dalle premesse fatte fino a qui si evince con facilità che il metodo (lavoro) utile all’uomo per essere in tempo presente è la cancellazione della mente meccanica.
Definiamo ancora meglio questa mente meccanica. Tale mente, è una collezione di registrazioni di esperienze avvenute ad un tono emotivo “negativo”. Fraintendimenti (rotture di ARC), problemi, sensi di colpa (Overt, Withhold), perdite, incidenti fisici (ferite, impatti, urti) sono tutti momenti altamente degradanti che vengono compulsivamente registrati dall’uomo durante la sua vita. In realtà è il sistema-mente a registrare tali accadimenti. E’ un meccanismo che agisce al di là della volontà di un individuo. Non si può bloccare con l’intenzione.
Dunque l’uomo, inconsapevole, registra ed accumula le proprie (ed altrui – se testimone) esperienze “negative”. Così facendo, fin dalla nascita, la mente meccanica cresce ed aumenta il suo controllo sulla vita dell’uomo.

La mente meccanica: le sue conseguenze

Gli effetti della mente meccanica consistono nella messa in scena di comportamenti, idee ed emozioni appartenenti al passato, durante il quotidiano flusso degli eventi.
Quindi possiamo distinguere, grossolanamente, due tipo di uomo. Colui che vive in tempo presente, scegliendo ed agendo in base agli stimoli che il presente gli offre ed un altro tipo di uomo, un uomo che vive ancorato al passato, le cui idee si rifanno costantemente al passato, incapace di attuare nuove soluzioni. Le comunicazioni di quest’ultimo tipo di uomo, l’uomo meccanico, solitamente vertono gli alterchi di cui egli è protagonista. Tende a raccontare cronicamente i propri problemi e ha un estremo bisogno di comunicare al prossimo i propri fallimenti. Nei casi peggiori, l’uomo meccanico (fortemente degradato) è sorgente di comunicazioni denigratorie verso terzi. Un individuo di questo tipo quindi può risultare fortemente critico, distruttivo, avverso ed invidioso delle bellezze delle vite altrui.

L’unica soluzione a tutto ciò è la totale e completa eliminazione di questo meccanismo/ente.
Tale ente, la mente reattiva, che agisce sulla base di stimoli offrendo risposte automatiche, può e deve essere cancellata da quel tipo di uomo maturo, cosciente della propria degradazione, volenteroso ed intenzionato alla cancellazione del proprio bagaglio karmico.

Tutti i segreti per essere in tempo presente e sulla mente reattiva

Enunciamo ora in 10 punti, tutti i segreti (in prima analisi) relativi al lavoro su di sé, ovvero alla cancellazione della mente reattiva:

il grande lavoro, il ponte per essere in tempo presente
il ponte, la struttura esoterica per raggiungere il tempo presente

  • Andare attraverso a tutti i fraintendimenti (rotture di ARC);
  • Esaminare tutto il contenuto dei problemi della propria vita (Problemi del tempo presente);
  • Ispezionare e duplicare le azioni che hanno causato danni a sé, agli altri, ad animali, a a cose ed altro ancora;
  • Andare attraverso ad ogni momento di forte dolore emotivo e fisico vissuto in prima persona;
  • Migliorare il proprio livello di abilità in relazione alla comunicazione;
  • Migliorare il proprio livello di abilità in relazione ai problemi;
  • Migliorare il proprio livello di abilità in relazione alle nostre azioni e alle loro conseguenze;
  • Migliorare il proprio livello di abilità in relazione ai fraintendimenti;
  • Migliorare il proprio livello di abilità in relazione alle giustificazioni;
  • Completare il grande lavoro andando attraverso a tutto ciò di cui siamo stati testimoni, avviandoci verso l’aspetto più esoterico del lavoro su di sé.

Una nuova soluzione: web auditing

Ora, se sei arrivato fino a qui, sarai anche tu uno di quelli che si è reso conto di essere infastidito da qualche comportamento automatico. Hai capito che non sei poi così in tempo presente e vorresti sbarazzarti tanto di quella zavorra che ogni tanto ti spinge a compiere azioni di cui poi ti penti. Personalmente, dopo aver maturato tale pensiero, ci ho impiegato qualche annetto prima di trovare qualcosa che funzionasse. Innanzitutto mi rivolgevo a persone/sistemi/guru che non conoscevano l’esistenza della mente meccanica, non sapevano da cosa era composta e dunque non proponevano alcun metodo sistematico per cancellarla. Non parliamo poi del lavoro sui fraintendimenti, problemi, azioni con rimorso… non c’era nulla di tutto questo. Meditavo tutti i giorni dai 45 minuti ad un’ora ma purtroppo, facendo ciò, non cancellavo nulla, non ispezionavo nulla, non andavo attraverso al mio vissuto e così facendo perdevo solo tempo.

Poi finalmente ho conosciuto il web auditing. Grazie ad esso ho applicato in maniera strutturata, punto per punto, sessione dopo sessione, quanto esposto sopra.
Nel web auditing esistono precisi algoritmi (procedimenti) di comunicazione per risolvere fraintendimenti (ovvero litigi, delusioni, momenti iracondi, impulsi ad abbandonare un luogo o una situazione), problemi del tempo presente ed azioni con le quali si trasgredisce la propira morale (la morale assorbita, morale sociale, morale religiosa, etc…).
Per mezzo dei procedimenti del web auditing ho potuto eliminare la carica emotiva di quei momenti, diventando così più razionale. Ho cancellato la morale che avevo assorbito durante la mia crescita e sono arrivato così ad un punto in cui potevo esprimere liberamente la mia etica personale.
Ho potuto poi riabilitarmi sulla comunicazione (Grado 0), sui problemi (Gradi 1), sulle azioni (Grado 2), sui fraintendimenti (Grado 3), sulle giustificazioni (Grado 4).
Insomma, esiste un completo sistema denominato, in gergo, ponte.
Ma che cos’è un grado? E’ un insieme di procedimenti, di domande che l’auditor (il professionista competente nella materia del web auditing) rivolge all’utente, il quale, autonomamente, offre all’auditor le proprie risposte. Il risultato è che su ogni procedimento (domanda), l’utente formula tutte le comprensioni necessarie alla progressione del proprio cammino. Le comprensioni non vengono valutate. L’utente, in relazione ad una domanda, potrebbe realizzare che il proprio vicino di casa è solo un fannullone, che la sua maestra d’asilo in fondo non era poi così simpatica, o che la vita è un grande viaggio e a volte è necessario premere l’acceleratore.
I gradi non sono altro che un sistema rapido con il quale un essere può riabilitarsi su determinate aree calde; le aree calde sono aree cognitive in cui sotto determinate circostanze, per mancanza di un’opportuna rielaborazione cognitiva, l’essere non ha potuto esprimere il proprio personale punto di vista su di un particolare soggetto. Possiamo quindi dire che, in un essere, se la <<digestione cognitiva>> non si manifesta, egli si trattiene (limitandosi nel futuro) o si espande compulsivamente (ripetendo automaticamente quel gesto/idea/azione). Questo è solo un esempio di come possano nascere nell’uomo comportamenti automatici.

la nuova frontiera del lavoro su di sé; da oggi la mente meccanica non ha più scampo.

Questo articolo ha il solo scopo di portarti a conoscenza di una nuova tecnologia che fino a poco tempo fa non era disponibile. Se anche tu oggi cerchi ciò che io anni fa cercavo allora forse sei giunto nel posto giusto. Sentiti libero di esplorare le pagine del mio piccolo portale e se te la senti puoi metterti in comunicazione con me.

Ora, per concludere, in maniera molto stringata, vorrei dirti che cosa si può ottenere grazie al web auditing: un individuo in tempo presente, capace di provvedere a sé stesso e ai suoi pari, proiettato nel futuro e consapevole del proprio presente.

l'essere in tempo presente
un uomo nuovo, un essere in tempo presente, l’uomo abile

karma, libro della vita, vite passate e registro akashico

Cos’è che accomuna karma, libro della vita, vite passate e registro akashico?
Incominciamo con il definire il “Libro della Vita”, ovvero o il registro akashico, anche detto in gergo bank (proprio come banca dati). Immagina un grande archivio pieno di cassetti organizzati temporalmente in cui al suo interno trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Il registo akashico


Ma cosa c’è all’interno del Libro della Vita/registro akashico? Non voglio qui farti degli esempi di ciò che potrebbe esservi contenuto. Potrebbe sembrarti irreale. C’è che è giusto dire è che tale registro viene costantemente aggiornato da un meccanismo che ogni uomo possiede.
Senza che tu te ne renda conto, in alcuni momenti della tua vita (sotto precise condizioni), un meccanismo involontario inizia a registrare ciò che ti sta succedendo, aggiornando così il tuo registro. Ora, come anche la moderna psicologia/neuropsicologia sa, tale registrazione ha un effetto sul presente. Ecco che il karma entra in azione.
Le registrazioni del tuo vissuto, composte da materia, energia, spazio e tempo mentale, hanno, purtroppo, un effetto sul tuo attuale pensiero, sulle tue scelte, comportamenti e personalità.
Possiamo dire che il tuo registro akashico (bank) sia causa sul tuo presente, ovvero che la tua vita è l’effetto di ciò che è contenuto nel registro.
La proposta dell’auditing (l’ascoltare il registro) è quella di andare a cancellare ogni effetto di tale registro sul presente. È un’azione esoterica di altissimo prestigio, e la bella notizia è che per poterlo fare non c’è bisogno di alcun rito di iniziazione o di entrare a far parte di alcun ordine.
La filosofia che noi proponiamo è la seguente: quando un individuo è maturo abbastanza da voler lavorare sul proprio registro allora è giusto che lo faccia. Sarà sufficiente metterlo in contatto con un auditor e far iniziare il grande lavoro. È un lavoro uno a uno. L’auditor, con la sua presenza e conoscenza, ti offre gli strumenti per non essere sopraffatto dal registro akashiko. Purtroppo esso contiene così tanta energia negativa (forza, massa) che un individuo non può sconfiggerlo senza l’aiuto di un altro essere che abbia un livello di caso (livello d’essere – livello di essenza – livello di aura) tale da poterlo aiutare.
L’auditor infatti necessita di una preparazione corretta e completa a riguardo del registro.
Il corpo di un umano porta con se le registrazioni di tutto il bagaglio di registrazioni delle cellule e dell’anima. Inoltre l’ecosistema umano eterico è complesso e la sua storia ha inizio in tempi antichissimi.

Vite passate

Ora facciamo un po’ di chiarezza su quanto molti definiscono come “vite passate”.
Accedere al registro e credere di visionare esclusivamente un frammento di una nostra vita passata è un’idea ingenua nonché errata. L’essere che abita un corpo è solo uno tra gli innumerevoli esseri che costituiscono un corpo. Pensa alle tue cellule, che compongono i tuoi organi, pensa a coloro che gestiscono la tua circolazione sanguigna, a colui che sa che cosa è giusto mangiare per te. Inoltre vi è un ulteriore infausto fenomeno. La degradazione degli esseri. Se ora stai leggendo queste pagine significa che sei a capo di un corpo. Lo abiti e lo controlli. Purtroppo in te ci sono altri esseri meno fortunati. Pensa a chi abita una porzione del tuo corpo. Egli ha il suo vissuto, che ora è all’interno del tuo registro.
Come puoi immaginare il registro è una faccenda complessa, sostenuto da legami eterici, temporali, logici, associativi e semantici.

cancellare il proprio karma

Grazie all’auditing l’accesso al registro può avvenire in maniera facile e sicura. Durante l’esplorazione del registro infatti è possibile sperimentare dei cosiddetti “effetti collaterali”. In poche parole durante l’esplorazione del registro è possibile che il tuo stato di energia/salute si degradi fortemente. Stai sostanzialmente rivivendo dell’energia negativa intrappolata da chissà quanto tempo. Il tuo corpo rivive dolori profondi, talvolta insopportabili. Senza le giuste competenze una persona non è in grado di gestire il carico karmico. Purtroppo questo è il motivo che spinge molti esseri a demordere dall’indagare su di sé. Il dolore è forte. Grazie all’auditing però abbiamo tutte le carte in regola per poter affrontare questo viaggio con la fiducia necessaria.

Facciamo un po’ di chiarezza


Ora vorrei fare un po’ di chiarezza su che cosa non è il registro akashico, e su alcune false credenze che lo circondano.
1) L’esplorazione del registro e la scoperta di eventuali vite passate non ha nulla a che vedere con l’ipnosi. Purtroppo esistono soggetti che propongono tale modalità. In due righe voglio provare a spiegarti la sua inutilità: sotto ipnosi non sei consapevole, non stai facendo alcun lavoro cosciente. Sotto ipnosi tu, l’essere padrone del corpo, non sta andando attraverso ad alcunché. Nessun lavoro esoterico sta avendo luogo. Inoltre sei sotto ipnosi, il tuo livello di consapevolezza è stato abbassato e tu non ci sei più, c’è qualcos’altro che sta comunicando con il tuo ipnotista. Non è proprio quello che cerca chi vorrebbe diventare padrone di sé.

2) Il lavoro sul karma, sul registro akashico non è una pratica meditava, non ha alcun nesso con la meditazione. La meditazione è una pratica umana che pone l’attenzione su fenomeni fisici/corporei come il respiro, su fenomeni ipnotici come la visualizzazione di sfere di energia. Facendo meditazione non stai facendo alcun lavoro sul registro akashico.

3) Non c’è bisogno di un medium/canalizzatore. Il soggetto che deve attivamente visionare il registro sei tu. L’auditor, sessione dopo sessione, fa in modo che tu possa sviluppare tutte le abilità necessarie a visionare il registro. Non esiste una strada facile. Esiste solo la strada in cui tu ti prendi la responsabilità di andare attraverso al tuo materiale disponibile.

Essere soggetto attivo

Se anche tu vuoi essere soggetto attivo nell’arte del lavoro su di sé, se vuoi incominciare a muoverti nei meandri del registro e se vuoi iniziare a generare sistematicamente cognizioni forse la tecnologia denominata web auditing potrebbe essere una valida risposta a queste tue esigenze spirituali.

Problema: Problem solving. Tutto quello che devi sapere sui problemi della vita

Come si risolve un problema? Forse ti sei ritrovato/a nella situazione in cui hai sentito l’urgenza di dover risolvere qualcosa. Spinto da una sorta di frenesia mista ad ansia, almeno una volta nella vita probabilmente hai creduto di dover mollare tutto perché c’era un problema urgente da risolvere. Non preoccuparti, è del tutto normale, ero solo sotto l’effetto di un problema del tempo presente. L’urgenza non era oggettiva, ma l’emotività che il problema portava con sé faceva sì che tu percepissi la questione come urgente.

Problema del Tempo Presente

Quando un individuo si trova sotto l’effetto di un problema del tempo presente, esso si comporta come una calamita per l’attenzione. Tutto ciò a cui un soggetto riesce a pensare, sotto l’effetto di un PTP ( lo chiameremo così per brevità, utilizzando le sue iniziali), è il problema stesso. In prima battuta il fenomeno potrebbe sembrare avere un’accezione positiva. Purtroppo però tutto quello che accade, tutto quel “pensare al problema”, si riduce in una drammatizzazione del problema.
Il senso di urgenza, il carico emotivo negativo e il senso di incertezza non hanno sicuramente degli effetti positivi nel permettere ad una persona di optare per la soluzione migliore.

Trasformare un problema in una situazione

Per trasformare un problema di una situazione è necessario sciogliere tutta l’energia intrappolata nel problema. Non ti preoccupare, non sto per dirti quanto sale devi spargere sul pavimento della tua cucina, continua a leggere e vedrai che non ti deluderò.
Intanto inizio con un’avvertenza: la tecnica che sto per descrivere non è intesa come un procedimento che un individuo possa nel 100% dei casi utilizzare autonomamente su di sé. Ciò che sto per esporre è l’esatta procedura utilizzata durante una sessione di lavoro su di sé in una incontro di web auditing. La sessione viene eseguita da un professionista che sa come gestire ogni manifestazione collegata al problema. Voglio qui farti conoscere come noi risolviamo un problema in modo che tu possa comparare la nostra tecnologia con quelle che conosci o conoscerai.
Prendi un foglio (un A4, ossia quello che usi per la stampante, o quello dei classici quaderni scolastici) , distendilo in orizzontale, piegalo a metà da sinistra verso destra o da destra verso sinistra. Ora riaprilo, poi con la penna tracciai due linee orizzontali in modo da avere tutto il foglio diviso in tre righe. La piega che hai fatto in precedenza sarà la linea che dividerà il foglio in due colonne.
Quindi hai tre righe: riga 1, porzione di sinistra, porzione di destra;
riga 2, porzione di sinistra, porzione di destra;
riga 3, porzione di sinistra, porzione di destra;
Ora chiediti “Qual è il problema?” e datti una risposta. La risposta serve solo a definire il problema, non c’è bisogno che tu tiri fuori tutto ciò che c’è da tirare fuori. Useremo il foglio per tale scopo.
Adesso useremo la prima riga per le FORZE e CONTRO FORZE, la seconda per le INTENZIONI e CONTRO INTENZIONI e la terza riga per le VERITÁ CONTRO VERITÁ
Meglio prima però fare chiarezza sui nuovi termini che abbiamo appena introdotto.

FORZE – CONTRO FORZE

Cosa sono le FORZE? Ti farò degli esempi di FORZE. In un problema delle forze potrebbero essere: “non ce la faccio”, “loro non voglio che io …”, “non mi è permesso andare là”, “…se ci vado poi mi sento solo/a”,”costa troppo”. Ma che relazione c’è tra FORZE e CONTRO FORZE? Supponiamo che il tuo problema sia: non posso più abitare nella casa in cui mi trovo. Ora inizia ad individuare delle FORZE, e per ogni forza che trovi prova a vedere se c’è una CONTRO FORZA. Non ci deve essere obbligatoriamente una corrispondenza, puoi anche prima trovare delle FORZE, e poi delle CONTRO FORZE. Quindi la mia FORZA, per lasciare la casa, potrebbe essere “qui non ho più motivi di restare”, e la CONTRO FORZA “non so dove andare”, un’altra FORZA “i vicini di casa sono insopportabili”, CONTRO FORZA “potrei incontrare qualcuno di ancora più malvagio se me ne vado da qui”.
Quindi nel foglio iniziate a scrivere a sinistra le FORZE che vi vengono in mente e a destra le CONTRO FORZE.
Fatelo finché sentite che non avete più FORZE e CONTRO FORZE disponibili. Ora passate alle INTENZIONI.

INTENZIONI – CONTRO INTENZIONI

Un esempio di intenzione è (sempre utilizzando il nostro problema d’esempio) “voglio una vita nuova”, e CONTRO INTENZIONE “non voglio perdere quello che ho costruito qui”. Potente anche usare il dizionario per definire il termine “intenzione”. Le CONTRO INTENZIONI sono intenzioni in opposizione alle intenzioni che avete trovato.
Quindi ora utilizzate la seconda riga per scrivere, a sinistra, le INTENZIONI e a destra, le CONTRO INTENZIONI.

POSTULATI – CONTRO POSTULATI

Infine abbiamo le VERITÁ, ovvero i vostri personali giudizi, realizzazioni, o più tecnicamente definiti come POSTULATI.
Esempi di VERITÁ sul nostro problema di riferimento possono essere “questo posto è un inferno”, “non posso più restare qui”. CONTRO VERITÁ “mi ero abituato/a a restare qui”, “non so da dove iniziare”.
Una volta che non avete più nulla da scrivere riguardo a VERITÁ e CONTRO VERITÁ ricominciate dalle FORZE e così via, fino a che non vi viene più nulla in mente.
Ora il procedimento non è finito. Molto probabilmente la radice di questo problema è collocata in un momento temporale precedente al problema sul quale avete appena lavorato.
Ecco perché è importante affidarsi ad un professionista che conosca i procedimenti necessari a liberarvi da tali condizioni. Non espongo qui la tecnica per intero perché, senza le giuste competenze, potrebbe solo creare più confusione che beneficio. Con quanto descritto fino a qui sarete in grado di alleviare un problema, ma senza però cancellarne la causa più remota. Per fare questo esiste il web-auditing.
In ogni caso, dopo che hai trasformato un problema in una situazione, se hai bisogno di strumenti per riflettere sulla migliore soluzione da applicare, questo sito può esserti d’aiuto.

Guarigione spirituale – tutta la verità, nient’altro che la verità

Che cos’è la guarigione spirituale? È la cancellazione di una patologia dello spirito o è forse lo la capacità dello spirito di guarire il corpo?

Falsi miti della malattia

Iniziamo intanto con lo sfatare alcune false credenze sulla malattia.
1) Tutte le malattie hanno un’origine spirituale.
Gli effetti di una non adeguata alimentazione, come l’esposizione del corpo a temperature non appropriate possono essere cause di gravi patologie.
Privazione del sonno, esposizione a radiazioni e sostane tossiche sono ulteriori cause di patologie.
2) Una tecnica di guarigione spirituale consisterebbe nell’imposizione delle mani.
La guarigione dello spirito avviene con una cognizione. Su una determinata area cognitiva l’essere esamina la carica presente e metacognitivamente (ovvero consapevole di produrre una cognizione) crea, origina una o più realizzazioni su quella esatta area di lavoro.
L’imposizione delle mani è un rituale. Una serie di azioni che iniziano e si concludono all’interno dell’universo fisico. È una pratica energetica che non va confusa con l’ambito dello spirito.
3) La guarigione spirituale è autoguarigione.
Purtroppo nella condizione in cui si trova l’uomo è molto difficile che egli possa autonomamente realizzare tutte le cognizioni necessarie per ripristinare il suo originario livello di consapevolezza. Non dobbiamo dimenticare che lo spirito umano (thetan) abita un corpo e da esso eredita una struttura definita mente meccanica. Senza un adeguato trattamento (cancellazione) degli elementi fondanti di tale mente, il lavoro sullo spirito risulta arduo se non impossibile.
4) La guarigione spirituale avviene attraverso trattamenti energetici.
Come già detto in precedenza, lo spirito si evolve per realizzazioni. Inoltre va tenuto bene a mente che è lo spirito il soggetto creatore di energia. L’energia è una conseguenza del livello di coscienza dell’essere. È proprio grazie ad una realizzazione che lo spirito può liberare nuova energia ed aumentare il suo generale livello energetico. L’innalzamento del livello di energia fine a sé stesso non ha alcun effetto sulla produzione di cognizioni dell’individuo.

L’articolo è breve ma cerca di gettare le basi nel mondo dello spirito, dove purtroppo la confusione tra universo fisico e piano spirituale è molto diffusa.
Non dobbiamo inoltre dimenticare che la guarigione spirituale è solo un tipo di guarigione, esiste infatti la guarigione mentale, dovuta alla cancellazione di immagini mentali. Esiste poi la guarigione del corpo. Pensate ad esempio ad un soggetto che a causa di una condizione economia disagiata e di ritmi di lavoro frenetici non riesce a nutrirsi correttamente. Quando tale individuo riuscirà ad uscire da tale condizione e si nutrirà in modo più consono il suo corpo guarirà facendo sparire le debolezze e le nervosi connesse alla cattiva alimentazione.

La connessione tra allergie ed esoterismo

L’etimo più profondo della parola “guarire” ci porta a “difendere”.
Nella nostra cultura è radicata l’idea che guarire possa solo significare l’attuazione di una sorta di difesa attiva contro la patologia bersaglio.

Diversamente e fortunatamente è possibile dare al termine “guarigione” il significato di “cancellazione”. Se la patologia è psicosomatica, una volta cancellate le cause (immagini mentali) allora tutti i sintomi spariranno.

Difendersi dalle allergie

Un ottimo prodotto per difendersi dalle allergie è il fungo medicinale Chaga (Inonotus obliquo).
Della sua efficacia ne parlano antichi testi di medicina cinese nonché moderni articoli scientifici.
In abbinato al fungo Chaga ho personalmente assunto un prodotto omeopatico, denominato Pollensì®.
Dopo circa 24/48 ore ero privo di sintomi e potevo nuovamente uscire di casa e respirare liberamente. La mia allergia era un’allergia ai pollini. Vi erano inoltre diversi alimenti di origine vegetale che mi innescavano delle reazioni allergiche piuttosto dolorose.

Come sono guarito definitivamente dalle mie allergie

Cancellare l’allergia

Dopo un mese di sintomi (un raffreddore cronico) ho realizzato di essere sotto l’effetto di una sindrome allergica. L’uso del Pollensì® confermò rapidamente la mia tesi. Con esso potevo vivere una vita normale. Dopo circa 12 ore dalla sua assunzione (e quindi al termine dei suoi effetti benefici) tutti i sintomi si ripresentavano.
La soluzione finale arrivò una volta compreso che ero diventato un individuo allergico.
In poche sessioni di Dianetica Espansa ho cancellato tutto il materiale connesso all’allergia e sono ritornato come prima. Potevo mangiare frutta e verdura cruda ed uscire di casa senza dovermi soffiare costantemente il naso. Durante quel periodo, ogni sera, era come se una strana bronchite si manifestasse. Espirando emettevo uno strano sibilo. Per non parlare di strani attacchi di tosse secca quando calava il sole. Un rimedio molto utile era il miele. Fortunatamente, come già detto, dopo circa una decina di sessioni di lavoro interiore ogni sintomo era sparito definitivamente.

Dianetica Espansa

Posso quindi affermare che Dianetica Espansa sia una tecnica utile a cancellare allergie? No, posso dire che Dianetica Espansa è una tecnica che rende l’essere più abile e capace muoversi all’interno del proprio caso (l’insieme di elementi su cui è necessario lavorare) allo scopo di ottenere un risultato: cancellazione di immagini mentali.

Entra in contatto

Utilizza la chat disponibile nella versione Desktop di questo portale oppure il modulo qui sotto per entrare in contatto con noi.